L’IMPORTANZA DEL BENESSERE INTESTINALE

Articolo di Monica Paschetta, naturopataDISINTOSSICA IL TUO CORPO

Se pensiamo che circa l’80% del nostro sistema immunitario risiede nell’intestino, che in esso avviene la nostra funzione biologica più importante cioè l’assimilazione del cibo e la sua trasformazione in energia e che l’evacuazione è un atto essenziale alla nostra depurazione e quindi sopravvivenza, se riflettiamo su tutto questo, ci rendiamo immediatamente conto del ruolo chiave che gioca nel promuovere il benessere dell’organismo.
Siamo ciò che mangiamo. Quindi migliorare la nostra alimentazione è il primo atto di cura e amore verso noi stessi. L’alimentazione moderna dei paesi occidentali è povera di nutrienti, inquinata, condizionata dalla pubblicità e dall’abbondanza di alimenti malsani, scorretta negli abbinamenti, nelle cotture a temperature troppo alte che alterano profondamente la biochimica dell’alimento e producono tossine; si cucina e si mangia velocemente, voracemente e troppo, talvolta solo per placare i nostri bisogni emotivi insoddisfatti. Lo stress rende difficile, lunga e incompleta la digestione.
Ma siamo anche ciò che pensiamo, quindi coltivare e alimentare in noi il “pensiero positivo” è un gesto quotidiano che mantiene ed accresce la nostra salute. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ma non solo, la preoccupazione, l’eccesso di pensieri, il logorio mentale, impediscono una buona digestione. L’intestino è stato definito “secondo cervello”, ma per molti ricercatori è il “primo”; sappiamo tutti quanto le nostre emozioni, che derivano dai nostri pensieri, incidano sul suo corretto funzionamento: mal di pancia, stipsi, diarrea, sindrome del colon irritabile, colite sono solo alcuni dei disturbi intestinali che possono alterare il nostro benessere. Il più importante organo del sistema immunitario ha una superficie enorme se lo srotoliamo: 300 mq di sensibilità!
Il cervello enterico
Nell’intestino, si trova un’importante rete nervosa di oltre cento milioni di neuroni che, oltre a gestire le attività intestinali, si collega al cervello attraverso il sistema nervoso vegetativo. Questo “cervello enterico” ha una sua autonoma organizzazione, non solo riceve i comandi dal cervello, ma ne invia con effetti significativi sulla salute e sull’umore. Anatomicamente parlando le connessioni che vanno dal basso verso l’alto sono più numerose di quelle che fanno il viaggio inverso; ciò significa che disordini intestinali possono produrre effetti sul cervello centrale, cioè una malattia della pancia può produrre un disturbo sull’umore. Ciò avviene soprattutto attraverso il meccanismo di produzione della serotonina, nota perché la sua carenza provoca depressione, ma non tutti sanno che la serotonina viene prodotta per il 95% dall’intestino: serve a iniziare il riflesso peristaltico, mantenere il tono vascolare, regolare i movimenti e l’attività digestiva, ma anche al cervello per segnalare sazietà o nausea. In caso di infiammazione si potrà avere nel tempo a livello cerebrale un forte deficit della molecola con conseguente depressione.
Infiammazione, alterazione intestinale e depressione possono quindi essere manifestazione dello stesso processo.
Disbiosi, infiammazione e permeabilità intestinale
Stiamo parlando di un organo densamente abitato: la flora batterica intestinale abita e in cambio modula questo delicato sistema. Quando la flora batterica si altera, sia in qualità che in quantità, si parla di “disbiosi” intestinale che può essere fermentativa o putrefattiva: fermentativa deriva dalla eccessiva fermentazione dei carboidrati mal digeriti che producono gas e riguarda la parte destra del colon; putrefattiva invece a sinistra, quando si formano sostanze di scarto in seguito alla non completa digestione delle proteine, soprattutto animali, con formazione di aria fetida e stipsi. Le due forme possono coesistere.
Il passo successivo sarà l’infiammazione intestinale o colite, che potrà causare disturbi come intolleranze alimentari, gluten sensitivity, celiachia, nonché, aggravandosi e perdurando nel tempo, patologie croniche gastrointestinali; ma il “calore” potrà estendersi anche agli organi immersi nell’intestino come l’apparato uro-genitale, alterandone il buon funzionamento. Inoltre, potrà scatenare anche patologie lontane dall’intestino per infiammazione del sistema delle mucose: allergie, malattie dell’apparato respiratorio, oltre ad intossicazione continua a causa della permeabilità della membrana intestinale che lascerà così passare macromolecole mal digerite e non riconosciute dal sistema immunitario; quest’ultimo le attaccherà cercando di eliminarle con sovraccarico e sofferenza degli organi che depurano l’organismo (fegato, intestino, reni, ma anche polmoni e pelle).
Probiotici
E qui entrano in gioco i PROBIOTICI cioè quei microrganismi che sono in grado di raggiungere l’intestino in condizioni di vitalità ed esercitare un’azione salutistica. In caso di malattie croniche l’assunzione ciclica di “lattobacilli e bifidobatteri”, queste le due categorie principali di probiotici, favorisce il benessere promuovendo l’”eubiosi”; in alcuni casi saranno necessarie dosi minime per il buon mantenimento dell’ecosistema intestinale. Questi batteri, per essere utili, dovranno però essere di ottima qualità, sicuri, garantiti attivi e vitali nell’intestino e specie-specifici cioè di derivazione dell’intestino umano in condizioni di salute. Sarà meglio assumere un ceppo alla volta perché sovente competono fra di loro per la sopravvivenza; andranno ingeriti a stomaco pieno poiché il cibo li protegge dall’acidità dello stomaco e ne agevola il transito e perché essi stessi “risvegliandosi” avranno bisogno di trovare cibo per sopravvivere. Dovranno quindi essere in grado di formare nuove colonie nell’intestino umano.
I PROBIOTICI fanno per noi un lavoro metabolico, ci proteggono, sostengono il lavoro del sistema immunitario. Essi infatti sono in grado di sintetizzare sostanze ad azione antimicrobica; stimolare la risposta del sistema immunitario intestinale (GALT) aumentando il titolo di IgA, attività macrofagica, cellule killer, cellule T, interferone ed interleuchine; migliorare e stabilizzare la funzione di barriera intestinale composta da un semplice ed unico strato di cellule dello spessore di soli 25 millesimi di millimetro, l’unico elemento che separa il sangue dalle feci. La flora batterica aderisce alle sue pareti costituendo un biofilm protettivo e diminuendo la permeabilità intestinale, concausa di molte patologie anche di quelle di tipo autoimmune che, in occidente, sono in continuo aumento.
E prebiotici
I probiotici, essendo costituiti da batteri formanti colonie permanenti, controllano l’eccessiva proliferazione batterica, contrastando i batteri tossici; la flora batterica buona poi, produce endotossine
che depurano l’organismo. MAI MANGIARE SEMPRE LE STESSE COSE! Questa comoda abitudine favorisce l’insediamento di molte specie di batteri nocivi (disordine); al contrario, variare continuamente gli alimenti (tutti!) favorirà la vita di poche specie di batteri ma buoni (ordine!) I PREBIOTICI invece sono zuccheri complessi indigeribili che servono come nutrimento ai probiotici e che ingeriamo normalmente se seguiamo un’alimentazione sana e vitale. Si è scoperto che nel latte materno, oltre ad essere presenti i probiotici utili alla colonizzazione dell’intestino del neonato e al buon funzionamento del suo sistema immunitario (i bifidobatteri), sono già presenti i prebiotici (fruttoligosaccaridi), indigeribili per il neonato, ma fonte di cibo per i probiotici suddetti. Perfezione della natura!
Batteri amici
Riflettiamo sull’importanza di questi batteri “amici” che favoriscono la nostra vita perché digeriscono ciò che noi non digeriamo e ci permettono di avere beneficio dal cibo; essi contrastano i metaboliti tossici, aiutano il metabolismo epatico, proteggono il fegato, producono vitamine. Un’alimentazione con un eccesso di carboidrati e grassi saturi, come la moderna alimentazione occidentale, aumenta i batteri nocivi nell’intestino creando disbiosi. Inoltre, l’acido butirrico, prodotto da alcune specie di probiotici, diminuisce il dolore; l’acido isobutirrico, invece, è attivo contro la candidosi che produce acido tartarico e rallenta il ciclo di Krebs con rallentamento della produzione energetica. Per chi soffre di endometriosi come di qualunque altra malattia cronica è fondamentale impegnarsi, giorno dopo giorno, per favorire il benessere del proprio intestino: si otterranno più salute e benefici anche sull’umore.